giovedì 14 febbraio 2019

Il Professore

Giornata intensa oggi, nella vecchia fattoria. Giornata di pianti, lacrime e sangue (oh, devo creà la suspance...) Pianti della "vecchia", la capra più vecchia (eh, capitan ovvio) del branco; una bella bestia, grande e docile, dai trascorsi di parti plurigemellari. E' arrivata a farne addirittura quattro un anno fa. In genere autosufficiente, non ha mai presentato problemi e ce ne scodella tre tutti gli anni, poi, dato che ha due soli capezzoli, ne sceglie uno -con che criterio lo sa solo lei e il dio delle capre- lo prende gentilmente per la coda e lo sbatte delicatamente fuori dalle zampe. La natura è bizzarra. Poco male, ho cassetti pieni di tettarelle da agnello. Ieri sera le si rompono le acque. Chiudo la stalla e preparo la scorta di latte e ciuccio. Stamani brutta sorpresa: niente nati e la vecchia a terra, sofferente. Provo un po' di rimedi caserecci, falla bere, falla spostare (pesa due volte me...) prova con qualche bocconcino poi con il granturco che per le capre è come una dose di cocaina ma niente, sputa ogni cosa trema, digrigna i denti. Telefono al mio super esperto, Roberto, più familiarmente noto come Professore. "Ce l'avrà per traverso, stasera vengo, intanto guarda se riesci a fare qualcosa te, dovresti vedere le zampe, chiappi e tiri" Eh, come no! La bestia soffre, trema, digrigna i denti, devo fare qualcosa. Dunque guanti chirurgici e denti stretti (i miei, ma anche la capra ci mette del suo) mi accingo a capire dove stà quella che mia suocera chiama "la natura". Non fa nemmeno troppo schifo. Ci infilo due dita guantate e ravano un po'. Niente. Un interno di materasso, un po' umido, soffice, niente zampe o musi, nulla. Magari mi son sbagliata, magari non stà partorendo, stà male e basta. La giornata passa lentamente, tra prove e lacrime, della capra e mie, è brutta la frustrazione, quella consapevolezza di non sapere nemmeno alla lontana quello che stai facendo. Poi, se dio vuole arriva il Prof. "Olio" Ecco l'olio. "Vieni bella" detto in sardo ma la capra ha inteso (e io pure) Arrotolamento di maniche, braccio infilato fino al gomito (esagerata, so un cavolo, io tenevo la testa alla bestia mica glielo vedevo il culo ma di sicuro era più di due dita) ravanamento piuttosto faticoso "E' di traverso, ora provo a girarlo" Ravanamento con muggiti. Sì, la capra muggiva, mettetevi nei suoi panni poi mi dite se non avreste muggito anche voi. E d'un tratto il capretto è a terra e la capra smette di tremare, non digrigna più i denti volta la testa e guarda prima l'agnello poi Roby. C'è un momento in cui mi accorgo di non stare respirando e la capra pure. Manda un belato secco che giurerei fosse un "oh, cazzo" Roberto ci guarda entrambe come se pensasse " Bhe? Che vi aspettavate?" poi massaggia il capretto e lo mette alla mamma che inizia a leccarlo con un impegno che secondo me maschera l'imbarazzo. Lecca un po' il piccolo un po' Roberto, la gratitudine le si legge in faccia, non è la mia immaginazione. Ora le lacrime sono solo mie. Lo so, sono uno zinzino emotiva ma è la prima volta che assisto a una scena così. Guardo il Professore e mi sembra cresciuto di tre metri: quanta esperienza, quanta sicurezza, che bravura. Queste sì che sono conoscenze, questa roba non la insegnano a scuola. Mi sento una cacca insignificante. "Riposo un po' la schiena poi sento se ce ne sono altri" Si infrange la bolla di stupore e ammirazione e mi preparo per il secondo round. Stavolta dura meno, si sente lo scroscio di un sacco amniotico che si rompe ma o non ce ne son più o ancora ci vuole tempo. La vecchia è tranquilla vedremo domattina. Camminando verso casa dietro al sapere che sta andando a lavarsi le mani mi sento ancora una cacca insignificante e rimugino su quanta boria posseggano certe persone con un titolo di studio (me compresa) che facilmente sottovalutano (non io) e magari disprezzano (assolutamente non io) chi lavora nel primario e mi rimbalzano in testa certi commenti idioti in FB sotto i post della protesta dei pastori sardi. Comunque. Grazie Roberto, sei grande.


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