Dato che il diario di bordo deve servire come monito/guida a tutti gli aspiranti lavoratori nel settore, passiamo cinque minuti a rendersi conto di cosa costa, finanziariamente e legalmente parlando, fare il contadino-barra-allevatore al giorno d'oggi. Tanto per cominciare dovete possedere un lotto di terreno o averlo in affitto o comodato o quello che vi pare ma con un contratto regolare dimostrabile. La grandezza di questo terreno varia a seconda della zona, in zone disagiate meno, in zone normali di più, e al tipo di lavorazione che intendete intraprendere, se allevare api o elefanti, coltivare orrtaggi o frutti di bosco. Insomma, la grandezza del terreno deve essere proporzionalmente adeguata a somministrarvi un minimo di legge di 156 giorni lavorativi all'anno. Calcoli complicati, ve li fanno negli uffici dei coltivatori diretti. E, a proposito di coltivatori diretti, sempre nei loro uffici vi faranno un esamino sulle vostre potenzialità di aspirante contadino. Se non distinguete una foglia di pomodoro da un gambo di sedano meglio che non vi presentate per avviare l'attività di orticoltore. Pensavate che fosse più facile? Mica basta volerlo, bisogna anche dimostrare di saperlo fare. Sempre in questi loschi uffici, sempre che passiate l'esame e abbiate i dati catastali del vostro fazzoletto di sogni, vi sbrigheranno per pochi spiccioli le formalità necessarie per l'avvio della vostra attività :iscrizione alla camera di commercio (intorno ai 400 euro) che provvederà a fornirvi anche una partita iva (altrettanti) e una PEC (30 euro) e invierà tutto il vostro fascicolo all'INPS/INAIL per l'assicurazione obbligatoria. Queste le spese per l'avvio, sappiate che la camera di commercio si sciroppa ogni anno il "diritto annuo" cifra che varia e dunque non posso darvela ma finora siamo andati dalle 117 alle 59, i criteri di conteggio non li sa nemmeno la Corte dei conti; la Pec vi costerà intorno ai 10 euro l'anno per ora non è mai variata ma vedremo; la partita iva non ha canone ma se è movimentata dovrete sbrigare gli obblighi di legge, ovvero, se comprate, niente, se vendete dovete versare l'iva mensilmente. Inps/inail vi salasseranno. Io che sono contribuente minimo pago quasi 800 (ottocento!) euro ogni due mesi. In compenso avrete una pensione minima, se ci arrivate vivi, che ammonta alla stessa cifra che avreste avuto con la pensione di vecchiaia senza lavorare un giorno nella vita, avrete la possibilità di un rimborso in caso di infortunio ma chiederlo vi farà aumentare il premio bimestrale (l'INAIL è una assicurazione in fin dei conti) ma niente malattia, arrangiatevi; maternità sì ma se vi iscrivete ai CD dopo i cinquanta come ho fatto io badate a farvi togliere dal conteggio annuale quei 3,4 euro per quella voce che questi contabili dell'Inps hanno un fantastico senso dell'umorismo. Resta la dichiarazione dei redditi che io, come contribuente minimo non ho l'obbligo di fare ma devo tenere un registro giornaliero con gli incassi (🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 )Mi dicono che se si supera quota 5000 euro l'anno si deve fare il 730, personalmente non ho questi problemi, la mia è una economia di sussistenza, quel che produco consumo. Ci sono poi gli obblighi specifici per gli allevatori, asl, registri, marche etcicci etcicci ma ne parliamo un'altra volta perché adesso c'ho da allattare gli agnelli
venerdì 22 marzo 2019
venerdì 1 marzo 2019
Non solo capre
Sottotitolo: I Pennuti.
Le prime bestiole che si iniziano ad allevare quando si sente la chiamata alla vita bucolica, sono quasi sempre bipedi pennuti. Galline, dapprima, poi si andrà alla scoperta di ogni possibile variante il cortile possa offrire senza dover alzare recinti di filo spinato stile Jurassik Park. Lo ammetto, per un po' mi aveva solleticato il pensiero di procurarmi una coppia di struzzi ma ho rinunciato dopo l'incidente occorso qualche tempo fa a mio nipote. All'epoca il censimento del mio pollaio contava qualche gallina, un paio di galletti, una decina di anatre pechino, due oche, due faraone e una coppia di tacchini. Tutti, senza alcun problema di integrazione, vivevano insieme nella stessa baraccopoli (tipica degli allevamenti ruspanti alle prime armi) dalla quale uscivano al mattino e nella quale le facevo rientrare al tramonto. Quando si dice che un allevatore non può concedersi nessuna vacanza, seppur breve, non si esagera affatto, è la cruda realtà , gli animali vanno tenuti d'occhio costantemente, non li si può trascurare. Fatto stà che, invece, mi son presa una giornata libera per visitare una fiera e sono tornata a casa con il buio; con me il suddetto nipote e la fidanzata (adesso moglie) che essendo un abitué si offre di aiutarmi a rintracciare e rinchiudere i piumedotati che oramai, visto l'attardarsi dell'albergatore si eran risolti a trovare un'altra sistemazione per la notte. Purtroppo in queste campagne i predatori sono più numerosi degli animali da cortile e lasciarli dormire fuori significa organizzare un rave con buffet alla carta. Armati di torce scoviamo il pollame capo a capo e lo stocchiamo al chiuso. Mancano i tacchini all'appello e per un po' paion volatilizzati poi Yuri li scova e si comprende il motivo per cui nonostante la stazza notevole, non riuscivamo a individuarli, li cercavamo nel posto sbagliato. Il tacchino non vola. Il Peso e le ali corte lo rendono inadatto però svolazza per qualche metro dopo una rincorsa che nemmeno un boing 747. Diciamo che il tacchino non vola volentieri vista la fatica che deve fare per decollare. I miei, quella sera, si erano placidamente addormentati su una rete posta a oltre due metri di altezza, come abbian fatto a salirci lo sanno solo loro visto che intorno non c'è spazio sufficiente per il rollaggio necessario. Ma tant'è. Yuri, che è più alto di me di un buon mezzo metro, si allunga con l'infantile idea di prenderli in braccio senza svegliarli e depositarli placidamente nei loro lettini. Il tacchino, svegliato di soprassalto inizia a gridare, scalciare e sbattere le ali, che dimostrano un'apertura superiore a quella di un boing 747 (corte? e quando mai!) e unghioli di circa 10 cm. Yuri urla e nella concitazione del momento perde la torcia così che tutta la lotta si svolge nel buio e per qualche lungo, spaventato minuto ne io nè Sara riusciamo a capire chi ha la meglio. Poi torna la calma, i tacchini sono al chiuso -non si sa se sbattuti dentro o rifugiati spontaneamente- e Yuri sudato e trionfante sorride mentre, senza rendersene conto, sanguina copiosamente su tutta una guancia. Orecchio diviso in due praticamente. Secondo me e Sara taglio da punti, secondo Yuri no. Ok la ciccia è tua. A notte, nel mio letto, ripenso alla serata e alla mia idea balzana degli struzzi e immagino la scena di stasera con Yuri aggredito da uno struzzo. Bip bip e Vil coyote non han mai fatto una scena più raccapricciante. E poi chissà quanto sono lunghi gli unghioli dello struzzo
Le prime bestiole che si iniziano ad allevare quando si sente la chiamata alla vita bucolica, sono quasi sempre bipedi pennuti. Galline, dapprima, poi si andrà alla scoperta di ogni possibile variante il cortile possa offrire senza dover alzare recinti di filo spinato stile Jurassik Park. Lo ammetto, per un po' mi aveva solleticato il pensiero di procurarmi una coppia di struzzi ma ho rinunciato dopo l'incidente occorso qualche tempo fa a mio nipote. All'epoca il censimento del mio pollaio contava qualche gallina, un paio di galletti, una decina di anatre pechino, due oche, due faraone e una coppia di tacchini. Tutti, senza alcun problema di integrazione, vivevano insieme nella stessa baraccopoli (tipica degli allevamenti ruspanti alle prime armi) dalla quale uscivano al mattino e nella quale le facevo rientrare al tramonto. Quando si dice che un allevatore non può concedersi nessuna vacanza, seppur breve, non si esagera affatto, è la cruda realtà , gli animali vanno tenuti d'occhio costantemente, non li si può trascurare. Fatto stà che, invece, mi son presa una giornata libera per visitare una fiera e sono tornata a casa con il buio; con me il suddetto nipote e la fidanzata (adesso moglie) che essendo un abitué si offre di aiutarmi a rintracciare e rinchiudere i piumedotati che oramai, visto l'attardarsi dell'albergatore si eran risolti a trovare un'altra sistemazione per la notte. Purtroppo in queste campagne i predatori sono più numerosi degli animali da cortile e lasciarli dormire fuori significa organizzare un rave con buffet alla carta. Armati di torce scoviamo il pollame capo a capo e lo stocchiamo al chiuso. Mancano i tacchini all'appello e per un po' paion volatilizzati poi Yuri li scova e si comprende il motivo per cui nonostante la stazza notevole, non riuscivamo a individuarli, li cercavamo nel posto sbagliato. Il tacchino non vola. Il Peso e le ali corte lo rendono inadatto però svolazza per qualche metro dopo una rincorsa che nemmeno un boing 747. Diciamo che il tacchino non vola volentieri vista la fatica che deve fare per decollare. I miei, quella sera, si erano placidamente addormentati su una rete posta a oltre due metri di altezza, come abbian fatto a salirci lo sanno solo loro visto che intorno non c'è spazio sufficiente per il rollaggio necessario. Ma tant'è. Yuri, che è più alto di me di un buon mezzo metro, si allunga con l'infantile idea di prenderli in braccio senza svegliarli e depositarli placidamente nei loro lettini. Il tacchino, svegliato di soprassalto inizia a gridare, scalciare e sbattere le ali, che dimostrano un'apertura superiore a quella di un boing 747 (corte? e quando mai!) e unghioli di circa 10 cm. Yuri urla e nella concitazione del momento perde la torcia così che tutta la lotta si svolge nel buio e per qualche lungo, spaventato minuto ne io nè Sara riusciamo a capire chi ha la meglio. Poi torna la calma, i tacchini sono al chiuso -non si sa se sbattuti dentro o rifugiati spontaneamente- e Yuri sudato e trionfante sorride mentre, senza rendersene conto, sanguina copiosamente su tutta una guancia. Orecchio diviso in due praticamente. Secondo me e Sara taglio da punti, secondo Yuri no. Ok la ciccia è tua. A notte, nel mio letto, ripenso alla serata e alla mia idea balzana degli struzzi e immagino la scena di stasera con Yuri aggredito da uno struzzo. Bip bip e Vil coyote non han mai fatto una scena più raccapricciante. E poi chissà quanto sono lunghi gli unghioli dello struzzo
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