venerdì 1 marzo 2019

Non solo capre

Sottotitolo: I Pennuti. 
Le prime bestiole che si iniziano ad allevare quando si sente la chiamata alla vita bucolica, sono quasi sempre bipedi pennuti. Galline, dapprima, poi si andrà alla scoperta di ogni possibile variante il cortile possa offrire senza dover alzare recinti di filo spinato stile Jurassik Park. Lo ammetto, per un po' mi aveva solleticato il pensiero di procurarmi una coppia di struzzi ma ho rinunciato dopo l'incidente occorso qualche tempo fa a mio nipote. All'epoca il censimento del mio pollaio contava qualche gallina, un paio di galletti, una decina di anatre pechino, due oche, due faraone e una coppia di tacchini. Tutti, senza alcun problema di integrazione, vivevano insieme nella stessa baraccopoli (tipica degli allevamenti ruspanti alle prime armi) dalla quale uscivano al mattino e nella quale le facevo rientrare al tramonto. Quando si dice che un allevatore non può concedersi nessuna vacanza, seppur breve, non si esagera affatto, è la cruda realtà, gli animali vanno tenuti d'occhio costantemente, non li si può trascurare. Fatto stà che, invece, mi son presa una giornata libera per visitare una fiera e sono tornata a casa con il buio; con me il suddetto nipote e la fidanzata (adesso moglie) che essendo un abitué si offre di aiutarmi a rintracciare e rinchiudere i piumedotati che oramai, visto l'attardarsi dell'albergatore si eran risolti a trovare un'altra sistemazione per la notte. Purtroppo in queste campagne i predatori sono più numerosi degli animali da cortile e lasciarli dormire fuori significa organizzare un rave con buffet alla carta. Armati di torce scoviamo il pollame capo a capo e lo stocchiamo al chiuso. Mancano i tacchini all'appello e per un po' paion volatilizzati poi Yuri li scova e si comprende il motivo per cui nonostante la stazza notevole, non riuscivamo a individuarli, li cercavamo nel posto sbagliato. Il tacchino non vola. Il Peso e le ali corte lo rendono inadatto però svolazza per qualche metro dopo una rincorsa che nemmeno un boing 747. Diciamo che il tacchino non vola volentieri vista la fatica che deve fare per decollare. I miei, quella sera, si erano placidamente addormentati su una rete posta a oltre due metri di altezza, come abbian fatto a salirci lo sanno solo loro visto che intorno non c'è spazio sufficiente per il rollaggio necessario. Ma tant'è. Yuri, che è più alto di me di un buon mezzo metro, si allunga con l'infantile idea di prenderli in braccio senza svegliarli e depositarli placidamente nei loro lettini. Il tacchino, svegliato di soprassalto inizia a gridare, scalciare e sbattere le ali, che dimostrano un'apertura superiore a quella di un boing 747 (corte? e quando mai!) e unghioli di circa 10 cm. Yuri urla e nella concitazione del momento perde la torcia così che tutta la lotta si svolge nel buio e per qualche lungo, spaventato minuto ne io nè Sara riusciamo a capire chi ha la meglio. Poi torna la calma, i tacchini sono al chiuso -non si sa se sbattuti dentro o rifugiati spontaneamente- e Yuri sudato e trionfante sorride mentre, senza rendersene conto, sanguina copiosamente su tutta una guancia. Orecchio diviso in due praticamente. Secondo me e Sara taglio da punti, secondo Yuri no. Ok la ciccia è tua. A notte, nel mio letto, ripenso alla serata e alla mia idea balzana degli struzzi e immagino la scena di stasera con Yuri aggredito da uno struzzo. Bip bip e Vil coyote non han mai fatto una scena più raccapricciante. E poi chissà quanto sono lunghi gli unghioli dello struzzo

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