venerdì 22 marzo 2019

Burocrazia

Dato che il diario di bordo deve servire come monito/guida a tutti gli aspiranti lavoratori nel settore, passiamo cinque minuti a rendersi conto di cosa costa, finanziariamente e legalmente parlando, fare il contadino-barra-allevatore al giorno d'oggi. Tanto per cominciare dovete possedere un lotto di terreno o averlo in affitto o comodato o quello che vi pare ma con un contratto regolare dimostrabile. La grandezza di questo terreno varia a seconda della zona, in zone disagiate meno, in zone normali di più, e al tipo di lavorazione che intendete intraprendere, se allevare api o elefanti, coltivare orrtaggi o frutti di bosco. Insomma, la grandezza del terreno deve essere proporzionalmente adeguata a somministrarvi un minimo di legge di 156 giorni lavorativi all'anno. Calcoli complicati, ve li fanno negli uffici dei coltivatori diretti. E, a proposito di coltivatori diretti, sempre nei loro uffici vi faranno un esamino sulle vostre potenzialità di aspirante contadino. Se non distinguete una foglia di pomodoro da un gambo di sedano meglio che non vi presentate per avviare l'attività di orticoltore. Pensavate che fosse più facile? Mica basta volerlo, bisogna anche dimostrare di saperlo fare. Sempre in questi loschi uffici, sempre che passiate l'esame e abbiate i dati catastali del vostro fazzoletto di sogni, vi sbrigheranno per pochi spiccioli le formalità necessarie per l'avvio della vostra attività :iscrizione alla camera di commercio (intorno ai 400 euro) che provvederà a fornirvi anche una partita iva (altrettanti) e una PEC (30 euro) e invierà tutto il vostro fascicolo all'INPS/INAIL per l'assicurazione obbligatoria. Queste le spese per l'avvio, sappiate che la camera di commercio si sciroppa ogni anno il "diritto annuo" cifra che varia e dunque non posso darvela ma finora siamo andati dalle 117 alle 59, i criteri di conteggio non li sa nemmeno la Corte dei conti; la Pec vi costerà intorno ai 10 euro l'anno per ora non è mai variata ma vedremo; la partita iva non ha canone ma se è movimentata dovrete sbrigare gli obblighi di legge, ovvero, se comprate, niente, se vendete dovete versare l'iva mensilmente. Inps/inail vi salasseranno. Io che sono contribuente minimo pago quasi 800 (ottocento!) euro ogni due mesi. In compenso avrete una pensione minima, se ci arrivate vivi, che ammonta alla stessa cifra che avreste avuto con la pensione di vecchiaia senza lavorare un giorno nella vita, avrete la possibilità di un rimborso in caso di infortunio ma chiederlo vi farà aumentare il premio bimestrale (l'INAIL è una assicurazione in fin dei conti) ma niente malattia, arrangiatevi; maternità sì ma se vi iscrivete ai CD dopo i cinquanta come ho fatto io badate a farvi togliere dal conteggio annuale quei 3,4 euro per quella voce che questi contabili dell'Inps hanno un fantastico senso dell'umorismo. Resta la dichiarazione dei redditi che io, come contribuente minimo non ho l'obbligo di fare ma devo tenere un registro giornaliero con gli incassi (🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 )Mi dicono che se si supera quota 5000 euro l'anno si deve fare il 730, personalmente non ho questi problemi, la mia è una economia di sussistenza, quel che produco consumo. Ci sono poi gli obblighi specifici per gli allevatori, asl, registri, marche etcicci etcicci ma ne parliamo un'altra volta perché adesso c'ho da allattare gli agnelli

Nessun commento:

Posta un commento